Alert
- Furto di identità. Come, dove e quando.
- 03/06/09
- Nel 2006, nel nostro Paese, sono stati stimati oltre 17mila tentativi di frode creditizia, per un ammontare complessivo pari a circa 80 milioni di euro. Nel 93% dei casi le vittime non sono riuscite a denunciare l'autore della frode ma hanno sporto denuncia contro ignoti e l'importo medio dei casi denunciati è stato di 5.301 euro. La vittima ci mette in media 206 giorni per scoprire la frode creditizia mediante furto della privacy.
Circa un consumatore su quattro ha avuto esperienza diretta o indiretta (tramite familiari e conoscenti) del furto d'identità, soprattutto a causa di sottrazione o smarrimento di documenti e clonazione di carte di credito. Sembra essere abbastanza contenuto il numero di soggetti (15%) caduti nella trappola del phishing, anche se risulta sempre più in crescita la tecnica del reperimento fra i rifiuti di documenti personali, bancari o d'altro tipo (bollette, modelli fiscali ecc.) da cui estrarre dati anagrafici, numeri di carte di credito, firme e quant'altro consente di copiare il profilo della vittima.
Molti sono gli italiani infatti che gettano incautamente in pattumiera una gran quantità di documenti personali, bancari e commerciali che facilitano il compito dei ladri di identità. Nel 43% dei sacchi per la raccolta differenziata della carta presi in esame, infatti, erano stati trovati documenti riservati e con firme cestinati dai cittadini.
Le categorie maggiormente colpite sono i commercianti e i liberi professionisti. Questi ultimi, in particolare, sono più frequentemente vittime di clonazione di carte di credito, per il frequente uso che fanno di alcune tipologie di pagamento elettronico. I lavoratori dipendenti e gli studenti, invece, risultano maggiormente colpiti dal phishing. Il fenomeno del trashing, infine, è più diffuso al Sud rispetto al resto d'Italia. In generale i residenti del Centro Sud sono i più colpiti dal fenomeno del furto di identità; il 49% degli intervistati lascia memorizzate le proprie password sul pc; il 40% ancora non usa le carte prepagate per i propri acquisti online.
Come vengono assunte le informazioni personali delle "vittime"?
Di seguito riportiamo per i nostri lettori le numerose modalità:
Bin raiding o trashing: attraverso estratti conto, bollette, vecchi contratti assicurativi, lettere personali, involucri di giornali spediti a casa, informazioni fiscali ecc. che sono state buttate nel cestino della spazzatura.
Inoltro della posta: successivamente ad un trasferimento di residenza, quando non si comunica la variazione dell'indirizzo alle Poste Italiane.
Skimming: nella clonazione di una carta di credito durante l'uso, attraverso un'apparecchiatura elettronica in un esercizio commerciale; può essere sufficiente per reperire i dati necessari ad utilizzare una carta senza rubare interamente l'identità della vittima.
Furto della borsa o del portafoglio: generalmente i portafogli e le borse contengono bancomat, carte di credito e documenti di identità come la patente di guida e le tessere di iscrizione a determinate associazioni.
Contatti indesiderati: attraverso chiamate telefoniche alla vittima, durante le quali i malviventi si spacciano per dipendenti della banca o dell'azienda con cui il soggetto intrattiene rapporti commerciali.
Telefonino: mediante la ricezione di messaggi (sms, email) che comunicano ad esempio la vincita di un telefonino di ultima generazione seguendo un link che porta ad un'azione di phishing finalizzata ad acquisire i dati personali.
Noi stessi: possiamo fornire incautamente delle informazioni che ci riguardano ad esempio conversando con un estraneo, dettando al telefono gli estremi della carta di credito per un acquisto effettuato telefonicamente ecc.
Siti internet: a tutti coloro che navigano in internet viene regolarmente richiesto di fornire informazioni personali per poter accedere a determinati siti e per poter acquistare beni. In molti casi queste informazioni viaggiano sulla rete in chiaro e non in modalità protetta.
Salvando le password sul pc: le password e le username utilizzate per accedere ai conti correnti online o ad altri siti che contengono informazioni personali possono essere memorizzate sul pc. In questi casi, chiunque abbia accesso al computer può entrare senza difficoltà nei siti protetti utilizzando le password salvate.
Phishing: ovvero furto via posta elettronica. Il malvivente invia un'e-mail dichiarando di essere un incaricato di una banca o di una compagnia di carte di credito o di appartenere ad altre organizzazioni con cui si possono avere rapporti inducendo a fornire informazioni personali con le più svariate motivazioni (per riscuotere premi in denaro, beni tecnologici, ripristinare password scadute, etc.). Generalmente l'e-mail chiede di utilizzare un link per accedere ai dettagli del conto della vittima presso il sito della compagnia, adducendo motivazioni di sicurezza, link che in realtà conduce in un sito web solo all'apparenza originale.
Blog, social network ecc.: un crescente numero di utenti sta fornendo un'elevata quantità di dati personali nei propri blog, siti chat, nei profili dei social network ecc.
- L'ondata di calore. Tecniche per proteggersi.
- 28/05/09
- L'estate è arrivata. Se per alcuni le questioni estetiche sembrano essere davvero importanti per tutti esiste il problema di affrontare un clima, che se pur piacevole in riva al mare, per chi si trova in città sembra presentare alcuni aspetti negativi. Tra questi fa da capofila "londata di calore".
I sintomi sono crampi, edemi, lipotimia (perdita improvvisa di coscienza), stress da calore che si manifesta con malessere generale, disorientamento, nausea, tachicardia e vomito. Tutti elementi che possono preludere al colpo di calore, la condizione più grave, quando la capacità di termoregolazione dell'organismo è compromessa e può portare, con febbre a 40 gradi, all'iperventilazione, all'edema polmonare e allo shock. In questi casi è necessario il ricovero in ospedale. Unico accorgimento d'urgenza è quello di bagnare il corpo con acqua fresca e fare impacchi freddi sugli arti.
E' consigliabile, per evitare questi sintomi, non esporsi all'aria aperta tra le 12 e le 18, così come l'accesso ai parchi e alle aree verdi per i più piccoli e per gli anziani. Sconsigliata anche l'attività fisica nelle ore calde della giornata. Si consiglia di soggiornare solo per alcune ore in luoghi climatizzati ma senza abbassare troppo le temperature.
Sconsigliato l'uso del ventilatore quando la temperatura interna supera i 32 gradi: non è efficace.
Per combattere gli effetti del caldo occorre bere molta acqua e mangiare frutta fresca come pesche e meloni, ricchi di acqua. Gli anziani dovrebbero bere molto anche in assenza di stimolo della sete, con eccezione per chi soffre di epilessia o malattie di cuore, rene e fegato, o che hanno problemi specifici di ritenzione idrica. Evitare pasti pesanti e mangiare spesso. Attenzione alla conservazione di latticini, carni, dolci con creme e gelati. Evitare le bevande alcoliche.
- Paracetamolo "fai da te"
- 27/05/09
- Dal 15 giugno 2009 sarà possibile comprare il paracetamolo nei supermercati.
Il Paracetamolo è il principio attivo più venduto nel mercato italiano dei farmaci di automedicazione.
Tra breve sarà possibile trovare 20 compresse a 1,50 euro, in farmacia il prezzo del farmaco equivalente può essere superiore se lo si acquista "di marca", ma lo si può trovare anche a prezzi inferiori, vicini a quelli dei supermarket, con il vantaggio di avere la consulenza di un medico.
- Intolleranza al latte. Si cercano delle alternative
- 26/05/09
Sono il 2,5% i bambini allergici al latte. Un fenomeno che mette in agitazione i pediatri di tutto il mondo e, soprattutto, la World allergy organization che ha deciso di riunirsi per affrontare il problema al fine di fissare linee guida mondiali per un trattamento dell'allergia al latte che raggiunga lo stesso livello di efficacia in tutto il mondo. Purtroppo l'iter diagnostico, fino ad oggi, e i trattamenti terapeutici sono diversi e spesso insufficienti o errati per affrontare il problema. Si stima che un 5-7% di bimbi venga nutrito con latte speciale.
Ma l'allergia al latte non colpisce solo i più piccoli, ma sempre più numerosi risultano essere anche gli individui adulti che, dopo aver bevuto un bicchiere di latte vaccino, sviluppano degli effetti collaterali, soprattutto a livello gastrico-intestinale. L'intolleranza è una reazione pseudoallergica, in cui viene a mancare l' enzima beta-galattosidasi, responsabile della scissione del lattosio, che è un disaccaride, in glucosio e galattosio, i due monosaccaridi che lo compongono. Nell'allergia, invece, il soggetto è appunto allergico ad alcune proteine del latte, soprattutto alle sieroproteine.
Ma quando si è adulti il problema può essere ovviato con il consumo di latti delattosati, oppure soluzioni in gocce da aggiungere al latte e capaci di mimare l'azione dell'enzima mancante. Oppure utilizzando latti non vaccini, come capra, pecora o addirittura asina e cavalla; o latti provenienti da componenti vegetali, come quello di soia o ancora e preferibilmente di riso, dal basso costo e ottime caratteristiche organolettiche.
Pagina: