Hanno il pessimo vizio di venirci a ronzare all'orecchio, proprio quando stiamo felicemente precipitando nel primo sonno. Pungono senza sosta, devastando gambe, braccia, viso di adulti e bambini. Da 15 anni, poi, cavalcando la globalizzazione, hanno creato una joint venture di ferro. Organizzate in due turni, non lasciano neanche uno spiraglio di fuga: di giorno, lavorano le asiatiche, dette "tigre", venute in Italia dagli Stati Uniti. Dopo il tramonto, attaccano le italiane: stacanoviste, tirano avanti fino alle prime ore del mattino; la pioggia è una delle loro maggiori alleate, infatti è proprio alla pioggia che si deve la loro moltiplicazione.
I vari rimedi
Almeno 30 milioni di italiani tentano di difendersi con il fai-da-te, ricorrendo a una marea di rimedi per uso domestico diventati oramai essenziali nella stagione calda. In forma di emanatori elettrici, spray e lozioni, materiali da bruciare, gli strumenti per tenere a bada questi piccoli quanto fastidiosi insetti si moltiplicano.
Insetticidi sintetici e estratti naturali, repellenti, odori, ultrasuoni. Basta fare un giro al supermercato per trovarsi di fronte a scaffali interamente occupati dagli antizanzare.
La prima informazione che si desume dalle etichette è che, a dispetto delle "rivoluzionarie" novità di stagione lanciate dai vari marchi, le sostanze insetticida sono sempre le stesse. Per allontanare le zanzare, nell'800 veniva bruciato il fiore secco del piretro.
Ma il rimedio funzionava per poco tempo, soltanto durante la combustione. Poco prima della seconda guerra mondiale, venne ideata la spirale, ancora oggi in uso all'aperto, col nome di zampirone, dalla prima famosa versione commerciale. Circa 20 anni fa, poi, arrivarono sul mercato i prodotti di sintesi, che copiano ed elaborano la molecola del piretro, e che tuttora rappresentano il grosso del mercato. Stesse sostanze, dunque, ma anche stesso obiettivo.
Tigri e notturne
La Culex Pipiens (così si chiama la zanzara "notturna" nostrana) vive e si moltiplica in acque sporche: nelle acque pulite, del resto, è preda dei pesci, che ne aspettano la risalita in superficie, dove la zanzara va a respirare. È una grande viaggiatrice: vola alto e si sposta per chilometri. Per questo, nelle operazioni di contrasto conviene incrementare la lotta alle larve.
Altro discorso riguarda la zanzara tigre, originaria dell'Asia e arrivata in Italia nei primi anni 90 nascosta nelle piccole quantità di acqua rimasta nei pneumatici importati dagli Stati Uniti.
Rispetto alla zanzara comune punge di giorno. Acquattata in attesa tra la vegetazione di giardini e balconi, all'umido, quando passa un obiettivo appetibile - gatto, cane, umano - lo segue e lo attacca, provocando ponfi grandi e dolorosi.
Vive all'aperto, ma si spinge anche nelle case ai piani inferiori. Vola basso, tanto che in assenza di habitat ideali non sale oltre il primo piano. E vola poco: non si allontana dal luogo di nascita che per qualche centinaio di metri. Per questo, per la disinfestazione e la prevenzione è suggerito mirare prevalentemente agli adulti, più che alle larve.
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